Ab origine
Venerdì 5 giugno alle ore 18:00, verrà inaugurata presso l’ex convento francescano di San Giuseppe a Brescia l’opera Ab origine dell’artista Pier Paolo Patti. L’iniziativa si inserisce nel progetto Un chiostro è il mio cuore, promosso dalla Parrocchia dei Santi Faustino e Giovita di Brescia in partnership con la Collezione Paolo VI - arte contemporanea e sostenuto da Fondazione Cariplo nell’ambito del bando Luoghi da rigenerare.
Il progetto si sta sviluppando su due fronti. Da un lato, procede la riqualificazione del chiostro mediano dell’ex convento francescano, con il completamento del restauro del ciclo pittorico di San Bernardino da Siena – già in parte restaurato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Bergamo e Brescia – e con la predisposizione di spazi pensati per offrire ai visitatori un’oasi di pace nel cuore della Città, secondo l’intuizione dell’arch. Alberto Lancini, autore anche del titolo del progetto. Dall’altro lato, il progetto promuove attività culturali e diverse iniziative per favorire la conoscenza e la fruizione del luogo.
«L’ex convento di San Giuseppe è uno spazio rigenerante nel cuore della Città – dichiara mons. Gianbattista Francesconi, Parroco dei Santi Faustino e Giovita – Mi fa molto piacere che attraverso una rete di collaborazioni e con una felice sinergia con la SABAP potremo a breve rendere maggiormente apprezzabile e accessibile un luogo francescano che ancora sa toccare le corde dell’anima e merita di essere valorizzato».
L’inaugurazione del 5 giugno evidenzia l’originale apporto della Collezione Paolo VI, che si esplica attraverso un programma di attività culturali nelle quali sono direttamente coinvolti artisti contemporanei, chiamati a dialogare con l’identità storica e spirituale del luogo. Tra 2026 e 2027 interverranno tre artisti selezionati tra i finalisti delle passate edizioni del Premio Paolo VI per l’arte contemporanea – Pier Paolo Patti, Giovanni Rossi e Angelica Consoli – chiamati a realizzare opere site-specific. Ciascun intervento nasce da un confronto diretto con il complesso di San Giuseppe, uno spazio denso di stratificazioni storiche, architettoniche e artistiche, e si sviluppa come riflessione sul rapporto tra luogo, memoria e spiritualità. Pur nella diversità dei linguaggi, i progetti condividono l’intento di offrire nuove chiavi di lettura del sito, contribuendo a rinnovarne la percezione e a rafforzarne il valore culturale.
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«Progetti come questo – afferma Don Giuliano Zanchi, Direttore della Collezione Paolo VI – mostrano quanto sia decisivo oggi costruire reti tra istituzioni, territori e artisti. Restituire nuova vita a un luogo come il chiostro di San Giuseppe significa aprirlo a sguardi contemporanei capaci di ascoltarne la memoria e di riattivarla con sensibilità nuove. L’arte, in questo senso, non è solo presenza, ma occasione di relazione e di rigenerazione condivisa».
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Con questa inaugurazione il progetto entra nella “fase 2”, nella quale si prevedono fino a dicembre 2027 molteplici attività culturali (visite, rappresentazioni, concerti) nel luogo “rigenerato”, e che fanno seguito a numerosi eventi promossi dalla Parrocchia e coordinati dalla dott.ssa Lucia Braghini, che fino ad ora si sono caratterizzati come uso transitorio del luogo, in attesa della sua riqualificazione.
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Con Ab origine, Pier Paolo Patti interviene in uno dei chiostri al piano terra, luoghi emblematici del complesso che evocano la dimensione essenziale e profonda della spiritualità francescana. L’opera prende forma attraverso un processo articolato di “sottrazione” che unisce ricerca artistica e partecipazione. L’installazione si sviluppa intorno al tema dell’emarginazione, proprio in relazione al paradosso francescano della “minorità”. L’utilizzo di un linguaggio multimediale e di materiali effimeri vuole destrutturare l’opera d’arte per renderla “memoria” di molteplici esistenze che non hanno voce e sottolineare come questi temi abbiano un legame inscindibile con l’origine dell’uomo.
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Ex convento francescano di San Giuseppe | Brescia | giugno 2026